NORIS C'È

Noris c'è, e l'Italia
anche. Natale Casalboni due anni fa, e Marco adesso. È qualcosa
più di un semplice indizio. È un chiaro segnale che per l'Italia
qualcosa sta veramente cambiando, almeno in divisione 1. La gara
Marco l'ha dominata dall'inizio alla fine, vincendo con oltre 10
secondi su Airat Chaimiev, tre volte campione d'Europa. E a
nulla sono servite le proteste del russo a fine gara, che mai in
questa stagione era stato tanto messo in ombra da un giovane
alla prima in campionato europeo. Il reclamo, neanche ufficiale,
per una presunta irregolarità alla Mitsubishi del lombardo ha
tenuto tutti col fiato sospeso per più di un'ora, smorzando in
parte l'entusiasmo del numeroso pubblico accorso nonostante il
maltempo. Ma a ripensarci, a rivedere la rossa in pole position,
scattare al via e pennellare tutte le curve come solo in pochi
sanno fare, si capisce la caratura dell'impresa di Marco. Noris
c'è, ma non è l'unico: la posizione in finale ha forse tolto un
po' di merito alla spettacolare prova di Davide Negri, un altro
mostro che ha fatto capire all'Europa di che razza sono i piloti
italiani, andando a girare in 42.929, poco più di un secondo
oltre il record della pista di Maggiora ottenuto da un proto
div. 3. Oltre ai due sono da ricordare gli altri italiani della
finale A, Gimi Busato e soprattutto Mariano Rossetto, che è
finalmente riuscito a tirare fuori tutto il potenziale della sua
spettacolare Bmw 320, anche se terminando in ottava posizione,
con tre pinze dei freni e con la sola trazione posteriore.
L'altro segnale, divenuto una certezza col tempo, è Christian
Giarolo, finalmente al debutto con la Ford Focus di derivazione
WRC che, fortuna permettendo, l'anno prossimo dovrebbe dar
seriamente fastidio agli stranieri della divisione. Brutte
prestazioni per i nostri nelle divisioni dei prototipi, dove il
gap tra stranieri e italiani pare ancora incolmabile, almeno per
un po'. Il migliore è stato Marco Gusmeroli in div. 3/A, giunto
terzo in finale B; ma senza la seconda marcia di più non gli si
poteva chiedere. Sfortunato l'Enfant Terrible Federico Ferrari,
che non ha portato a termine nemmeno una manche, seminando pezzi
del suo proto giallo per tutta la pista. Nessun acuto nemmeno in
div. 3, dove il solo ad accedere alla finale B è stato il
modenese Claudio Franchini, scalzando il pronostico che vedeva
Natale Casalboni e Frank Gallotta tra i nostri favoriti. Un
europeo dunque con qualche ombra e molta luce. Con la speranza
più fondata che, finalmente, l'inno di Mameli torni a suonare, in Italia
e all'estero.
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