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8a
prova Campionato Europeo
Autocross
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Nyirad, 25/26
luglio 2007
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| Organizzatore:
Kapitany Auto-Motor sport |

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| Circuito: "Nyirad" |
Dopo la prova di Lucenec il campionato europeo approda in Ungheria sul
tracciato di Nyirad. Scorrendo l'elenco iscritti balza subito all'occhio il gran
numero di piloti italiani iscritti: è la seconda volta quest'anno, dopo Nova
Paka, che vediamo piloti nostrani in tutte e tre le divisioni del campionato. In
divisione 1 gli iscritti sono Christian Giarolo, Gimi Busato e Davide Negri, in
divisione 3 Luciano Casarin e Antonio Bizzotto e in divisione 3/A Alessandro e
Alessio Gallotta. Con i tre campioni italiani in carica e gli altri grandi
protagonisti della scorsa stegione tricolore,
oltre al grande Christian Giarolo le premesse per una gara di prim'ordine non
mancano. Purtroppo però le cose non vanno così, e ce ne accorgiamo da subito.
Arrivati in pista notiamo subito l'assenza di Giarolo: ci fanno sapere che
durante il viaggio verso Nyirad non si è sentito bene, e per non rischiare di
andare incontro a problemi più seri, ha deciso di riprendere la strada di San
Bonifacio per dei controlli medici; sembra non sia nulla di grave, ma non
c'erano le condizioni per correre. Gli auguriamo dunque una pronta guarigione
aspettandolo a Maggiora più carico che mai, dopo questa stagione con alcune luci
e molte ombre, anche fuori dalla pista. Iniziano le prove libere e subito arriva
un altro forfait: quello di Gimi Busato. Il pilota vicentino, reduce da
un'ottima prestazione lo scorso anno quando era alla sua prima uscita europea
(sesto in finale), è partito con grandi amibizioni, desideroso anche di
riscattare la deludente trasferta a Lucenec, quando un problema al cambio lo
costrinse al ritiro dopo un solo giro di prove cronometrate. Purtroppo così non
è andata: dopo pochi giri di prova, probabilmente a causa di una buca o di un
cedimento, perde il controllo della vettura, che picchia violentemente contro un
muro di gomme ed inizia una serie di carambole scomposte in aria: il pilota esce
illeso, nonostante una spaventosa botta presa sul tetto e sul rollbar proprio in
corrispondenza della testa, ma la vettura si presenta alquanto malconcia, al
punto da renderne difficile un successivo ripristino: Busato ci ha comunque
parlato di una nuova vettura in cantiere, con la quale gli auguriamo maggiore
fortuna. Non facciamo in tempo ad assistere al recupero della povera Alfa 145
che un altro italiano sembra doversi ritirare: si tratta di Luciano Casarin, al
quale entra dell'olio nella turbina con conseguente principio di
incendio, subito domato dai commissari in pista. Busato vende così il primo pezzo
della sua vettura: grazie all'esperienza del grande Savio Libero, presente in
veste di meccanico, la turbina dell'Alfa viene adattata al motore Ford del proto
azzurro, che non riesce ad erogare tutta la sua potenza, ma fa raggiungere un
discreto compromesso che evita così un altro ritiro prematuro. Dopo questa introduzione andiamo a vedere come sono andate
le cose nelle varie divisioni.
Junior buggy Un pò perchè quella di Nyirad
è la sua gara di casa, un pò perchè è sempre
protagonista, il personaggio di spicco della categoria è sempre lei, la
bimba più simpatica dell'autocross, Martina Beki: questa volta però la
famiglia Beki era al completo, con la presenza in gara anche di Dora, la
sorella più grande, appena quindicenne. Inutile dire che il confronto in
famiglia sia stato vinto dalla più piccola, apparsa sicuramente più a suo
agio a domare i cavalli del motore Honda Cbr. Dopo un avvio con qualche
difficoltà (sesto tempo, quinto posto nelle prime due manches e quarto nella
terza) la piccola biondina tira fuori tutta la sua grinta in finale, dove
finisce con un ottimo secondo posto dietro solo a Vladislav Stetina, uno che
si e no avrà quasi il doppio dei suoi anni, e festeggia poi il piazzamento
ottenuto facendo numeri sull'asfalto come il più esperto dei piloti. Dora Beki chiude invece ottava,
rallentata dalla rottura della sospensione posteriore destra durante un
contatto con Jiri Lips.
divisione 3 Di nuovo, come già a Lucenec e a Murça, il re della
divisione 3 è il tedesco Bernd Stubbe, vincitore di due manches e autentico
dominatore in finale: interessante è stato vedere il confronto tra la sua
vettura, un leggerissimo proto di derivazione Fast & Speed motorizzato Honda
S2000 contro l'Audi 4000 di Jaroslav Hosek: in finale partono affiancati e
la potenza dell'Audi lascia poco scampo, ma si può dire che sia alla seconda
staccata che Stubbe vince la gara: quando Hosek molla e inizia la frenata, Stubbe
è ancora in accelerazione. Il vecchio ceco in entrata
di curva si trova così la strada sbarrata e da lì in poi, almeno per la
prima posizione, non c'è più gara. Chiude terzo Roman Kerka, che ritorna in
pista dopo un assenza durata cinque gare, mentre quarto il campione europeo
in carica Petr Bartos, mai troppo incisivo in questo weekend. Fuori dalla
finale A entrambi gli italiani: Bizzotto chiude quarto in finale B,
approfittando di parecchie defezioni di chi gli stava davanti, mentre
Casarin non parte dopo essersi ritirato in terza manche con la spia
dell'olio accesa: dopo il danno, fortunatamente rimediato, nelle prove
libere, ha preferito non rischiare ulteriormente. Quinto in finale B è
invece Christophe Rigaudiere, pilota che abbiamo potuto conoscere bene in
occasione della gara di campionato francese del 19 agosto, alla prima uscita
oltre confine dopo aver vinto quattro titoli di Francia consecutivi negli ultimi
quattro anni; per tutta la gara ha avuto problemi di erogazione di potenza,
ma si è detto ampiamente soddisfatto di aver provato l'emozione europea. Dal
suo entourage abbiamo inoltre appreso che un grande degli anni 90, il
campione d'Europa 1995 Francis Warnier, ha in cantiere una nuova vettura,
con la quale conta di prendere parte a tutto il campionato europeo 2008.
Continua invece a stupire in negativo Dennis Engel, squalificato in seconda
manche con tanto di bandiera nera: doveva partire dalla pole
position, arrivato in griglia spegne il motore e, al momento della partenza, non riuscendo a
riaccenderlo, chiede di essere trainato: permesso accordato, arriva una
vettura del recupero, che lo aggancia per portarlo al paddock, ma il
tedesco, grazie al traino, riesce a riaccendere la vettura, e
pretende di poter riprendere il posto in griglia, quando il regolamento
parla chiaro: la vettura deve essere in grado di accendersi da sola. Prova
così ad impedire di essere portato fuori dal circuito procedendo a ruote
sterzate e inchiodate, nel vano tentativo di bloccare la jeep che lo
trainava. Un atteggiamento che non gli fa onore e che non si addice ad un
pilota della sua esperienza e del suo calibro.
divisione 3/A Tra i prototipi fino a 1600 oltre ai soliti noti sono
spuntati due nomi nuovi nelle zone alte della classifica: i due in
questione non sono dei debuttanti, ma sono state due autentiche sorprese.
Uno è John Lagodny, lussemburghese che ha raccolto l'eredità di Jeannot
Peters, campione europeo in 3/A nel 1996: secondo tempo in prova, tre
manches vinte e secondo posto in finale. L'altro, il cui inizio di gara è
stato un pò in sordina, è il lettone Janis Boks, che con un proto Fast &
Speed spinto da un motore Honda ha stupito tutti andando a vincere in
finale e raccogliendo, in una sola gara, più punti
che nelle altre sette prove disputate quest'anno. Non ha brillato Ladislav
Hanak, punito in finale da un errore di Freischlad, finito in
testacoda proprio quando il ceco ha tentato di infilarlo: niente danni alle
vettura ma alcune posizioni perse per colui che ad inizio stagione sembrava
il grande favorito per il titolo finale: ora i punti di vantaggio su Musil
sono solo 2 con tre gare ancora tutte da giocare: sarebbe proprio una beffa
per il pilota di Prerov vedersi soffiare per il terzo anno di fila il titolo
europeo. Il risultato finale non rispecchia la gara dei nostri
portacolori, i due fratelli Gallotta, partiti entrambi in prima fila in
finale B. Soprattutto per Alessandro, che con tre terzi posti in manche
aveva tutte le carte in regola per accedere alla finale A: dopo una falsa
partenza sua, ed una di Alessio, al via lo scatto è dell'ungherese Attila Radak,
con Alessandro in lotta per la seconda posizione con Ondrej Musil, e costretto al ritiro per la rottura dello sterzo. In finale A all'ultimo giro Josef Marty è stato vittima di un brutto incidente che poteva avere
conseguenze ben peggiori: la salita che porta al ponte è uno dei tratti più
stretti della pista e lo si fa in piena accelerazione, è un punto dove oltre
che il sorpasso e quasi impossibile passare in due. Lo svizzero ha provato a
passare appaiato a Musil, uno dei due doveva mollare, nessuno l'ha fatto e
Marty ha centrato in pieno le barriere laterali, con brutte conseguenze per
la sua vettura.
divisione 1 Tra le vetture, in barba a tutti i pronostici, il
dominatore della giornata è stato lui, il campione italiano 2006, il grande
Davide Negri, con una vettura sicuramente non all'altezza della dirette
concorrenti, ma guidata da un pilota che con la sua abilità è riuscito a
colmare il gap con il resto della truppa. Curioso è stato quando un ragazzo
si è presentato sotto la tenda di Negri con aria amichevole, e dopo i
complimenti al pilota ha chiesto la potenza della vettura: non credeva alle
sue orecchie quando si è sentito rispondere che non raggiunge i 400cv; per
scherzo gli è poi stato detto che ne aveva oltre 500, e solo così il ragazzo
se n'è andato via convinto. In ogni caso la gara di Negri si è aperta, come
già a Seelow, con il miglior tempo in prova cronometrata, seguito poi dalle vittorie nelle
due manches disputate e dalla pole position in finale. La Subaru Impreza
soffre molto le partenze, ed in finale si trova subito dietro alla Mitsubishi Lancer di Tamas Karai
(che, fortunato lui, ha cappottato senza alcuna conseguenza in prima
manche), partito a razzo dalla seconda fila, e alla
Renault Clio di Kvashnin. Mentre Karai prende qualche metro di vantaggio,
Negri è terzo e chiaramente rallentato da Kvashnin, velocissimo in
accelerazione ma molto lento in curva. Ovviamente il nostro campione
italiano, con la possibilità così lampante di agguantare la seconda piazza e
tentare l'assalto a Karai, comunque non troppo lontano, non si accontenta
della terza piazza e prova
l'impossibile, riuscendo a passare la Renault Clio, ma al tornante
successivo i due si toccano, Negri ha le ruote sterzate e la botta presa
piega un braccetto dello sterzo. Procede appena due curve poi ad un tornante
in pendenza il braccetto cede del tutto, la vettura si gira su se stessa e
impatta violentemente con il terrapieno, al punto che rimbalzando indietro
tocca la Ford Puma di Pleskovas costringendolo al ritiro. Vince dunque il
pilota di casa Karai, seguito da Kvashnin e dal capoclassifica Naujokaitis,
alle prese con problemi al cambio e fortunato come a Lucenec: se non ci
mette del suo sono quelli che lo precedono a ritirarsi, tant'è che questa
volta ha preso 16" dal secondo e 21" dal primo, mentre a Lucenec ha chiuso a
14" da Brozek che, ricordiamo, aveva il motore che girava a tre cilindri.
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