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9a
prova Campionato Francese Autocross
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Is-Sur-Tille,
19/20 agosto 2006 |
| Organizzatore:ASA
Terre Issoise |

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| Pista:
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In attesa della gara di Lendinara il 27 agosto per
la prima volta abbiamo voluto fare una trasferta ad esplorare il
campionato dei cugini d'oltralpe, giunto alla nona prova. E così
raggiungiamo la pista di Is-sur-Tille, 20 km a nord di Dijon, 500 km
circa da Maggiora. La pista, che nella foto sembra piana, è ricavata sul
versante di una collina, con partenza esterna al circuito; lunga circa
1085 metri, si percorre in senso antiorario e dopo il primo
tratto in leggera discesa iniziava la salita dopo la prima curva, poi tornantone sulla sommità, giù di nuovo fino alla curva a gomito in
discesa, ancora salita, curva e poi discesa fino a dopo il traguardo,
situato all'altezza della partenza. Per la prima volta in questa stagione sono state
abbinate la gara del campionato francese e quella della coppa kart
cross, enorme sinergia che ha regalato ai numerosi spettatori (ad occhio
più di 4000) quasi 24 ore di gara in due giorni, con ritmi serratissimi,
visto che al via si presentavano 128 vetture del campionato e 144 kart
cross. La formula di gara è simile alla nostra dell'Europeo, con prove
libere e cronometrate il sabato mattina e prima manche nel pomeriggio,
seconda e terza manche e finali A e B la domenica. Molto spettacolare la
formula delle finali, che prevede il passaggio di tre vetture dalla
finale B, a completare gli schieramenti delle finali A, composti da 15
vetture per il campionato e da 20 kart cross. Le griglie sempre
stracolme erano il succo dello spettacolo. Per quanto riguarda le
vetture sono numerose le difformità dai regolamenti internazionali. In
tutto erano presenti quattro divisioni: divisione 2 con vetture a 2
ruote motrici (a trazione sia anteriore sia posteriore) fino a 2000 cm3,
divisione 2 libera con vetture quattro ruote motrici oltre 2000 cm3,
divisione 3 con prototipi a 2 ruote motrici fino a 2000 cm3,
e divisione 3 libera, prototipi con vetture quattro ruote motrici oltre
2000 cm3. Molto diffusi tra i prototipi di entrambe le
divisioni sono i Sadev Propulsion di Jean Paul Vincendeau e i più vecchi
Gembo, oltre a tre Fast & Speed a due ruote motrici. Tra i proto 4x4,
molti abbastanza vecchiotti, ha brillato particolarmente, dominando la
due giorni di gara Cristophe Rigaudiere su Fouquet Nissan, che con la
vittoria finale si è laureato, per il terzo anno consecutivo e con due
gare di anticipo, campione di categoria. Per quanto riguarda queste
categorie però, a parte la difformità di formazione della classe 2 r.m.
e le specifiche imposte dal regolamento internazionale, la concezione
dei prototipi è la stessa che abbiamo in Italia. Un discorso totalmente
diverso va fatto invece per le vetture con regolamenti molto diversi dai
nostri, che permettono veri e propri trapianti di motori e l'utilizzo di
vetture che, a parte in rari casi, sono dei veri e propri prototipi
tubolari, molti riutilizzati dal trofeo Andros. Ecco quindi che troviamo
due Porsche motorizzate una Opel e l'altra Bmw, una Bmw Compact
motorizzata Porsche, una Citroen Xsara motorizzata Nissan ed altre
vetture quali una Nissan Micra V8, la bella Nissan 350Z (di cui nemmeno
una foto è venuta bene) il cui motore viene preparato in Italia, una
Peugeot 309 T16 e così via. Tra tutte la più performante è stata la
Peugeot 206 T3F di Alain Labat, anche lui già matematicamente campione
per la seconda volta di fila, vista la sesta posizione del più diretto
rivale, William Bodin sulla bellissima Peugeot 205 T16. Tra le vetture a
due ruote motrici spopolano le Renault Alpine nelle versioni A110 e
A310: la più performante è stata quella di Cristophe Metezeau, che in
finale ha subito preso il largo, salvo poi forare entrambe le gomme
posteriori ed essere costretto a rallentare fino a chiudere in settima
posizione. I kart cross vengono invece suddivisi in tre categorie più
una femminile: divisione 1 con motori fino a 600 cm3,
riconoscibili dal numero nero su fondo verde, divisione 2 con motori 3
cilindri fino a 500 cm3 e numero nero su fondo giallo,
divisione 3 con motori "strozzati" e numero nero su fondo bianco.
Molto bella anche l'atmosfera che si respirava, con il numeroso
pubblico presente già dal sabato mattina sempre pronto ad applaudire
ogni sorpasso; alla fine delle finali poi tutte le vetture si fermavano
sotto la tribuna naturale, i piloti scendevano a raccogliere le ovazioni
poi venivano immediatamente intervistati dalla TV e dallo speaker subito
dopo. Anche a competizioni finite il pubblico ha continuato a
girare per il paddock (un campo di paglia a dir poco immenso) ad
osservare le vetture ancora presenti, a differenza delle gare italiane
dove all'inizio delle ultime finali comincia il fuggi fuggi generale.
In generale ci è quindi piaciuto il tutto: gare spettacolari, tanti
piloti e tanto pubblico appassionato. Sperando che il circus europeo
possa di nuovo far tappa in Francia (voci parlano di una prova già
dall'anno prossimo) chiudiamo ricordando che i nostri cugini vantano un
palmares internazionale di prim'ordine, avendo praticamente dominato
negli anni 90 con Dominique Dubourg campione nel 1992, Jean Paul
Vincendeau nel 1993, 1994 e 1998 e Francis Warnier nel 1995 tra i
prototipi e Fabrice Morize in divisione 1, campione nel 1992 su Peugeot
206 T16.
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