
Trampolino di lancio In questo incerto campionato, fatto da gare che sempre più spesso vengono annullate o rinviate per mancanza di iscritti una nota positiva viene da quella che, dall'anno scorso fino a qualche settimana fa rappresentava un'incognita: la pista di Castel Belforte. Il circuito, lungo circa 1 km e largo fino a 12 metri (l'erba presente sul tracciato nascondeva i limiti laterali), si presenta per certi versi simile a quello di Montagnana, oltre che per il "salto", per la composizione del terreno, che ha retto bene al passaggio delle vetture, senza creare troppe buche. Efficiente il servizio di recupero delle vetture rimaste in pista, un po' meno quello di bagnaggio il cui mezzo (un trattore con cisterna da oltre 10.000 litri), con qualche innaffiata in più, male non avrebbe fatto. Il parco vetture, come da previsione, si presentava piuttosto esiguo, seppur con vetture di qualità medio/alta. In div. 1/A l'autentico dominatore della giornata è stato il folletto Stefano Serini che, nonostante soffrisse un pò nelle partenze, ha sempre dato spettacolo offrendo buona parte dei pochi sorpassi visti. La vittoria in finale (con il motore che girava a tre cilindri) è dunque pienamente meritata. Meno brillante la gara di Donato Barazzetti, conclusa con un buon secondo posto dopo una vittoria in manche e una partenza lampo in finale. Come lui ha dovuto arrendersi alla strapotenza del folletto anche l'anconetano Mirco Belfiore, preciso e costante come sempre con la sua Peugeot 205 1.3. Finale sfortunata per Ivan Sternieri che, dopo una giornata all'insegna di problemi tecnici, in finale raggiungeva la seconda posizione, salvo poi stallonare l'anteriore sinistra e terminare il tutto in un fosso. Tre iscritti in div. 1, dove è da registrare l'inusuale presenza di Riccardo Errani su Mitsubishi Lancer evo VII gr. N, la stessa utilizzata nel WRC dallo stesso pilota. Gimi Busato, grande favorito, segna il miglior tempo in qualifica ma non si presenta al via in nessuna manche. Continua il rodaggio della Bmw 320 di Mariano Rossetto, che gara dopo gara prende sempre più confidenza con la vettura. La finale, gara a due tra lui e il monegasco termina con la vittoria di quest'ultimo, più abile a sfruttare i cordoli su una pista resa ancor più che scivolosa da un'abbondante innaffiata, mentre Rossetto, che pure aveva un buon vantaggio, si è perso a derapare troppo, abituato com'è a correre sul ghiaccio, lasciando così via libera alla Mitsubishi. Anche in div. 3/A solo tre partenti. I due favoriti sono Erminio Forti e Alex Gallotta; nessun sorpasso tra i due che comunque battagliano tutta la giornata; in finale Forti ha lo spunto migliore in partenza e, senza troppi problemi, regola il lodigiano. Attardato Simone Firenze che, dopo aver rotto l'albero di trasmissione in mattinata, non riesce a domare i cavalli del suo motore Kawasaki, che, con due sole ruote motrici, lo costringono a numerosi testacoda. Classe regina, nel vero senso della parola, è la div. 3, la più popolata con 7 iscritti. Frank Gallotta e Antonio Bizzotto, per l'occasione a bordo del proto F&S Porsche di Casarin, si ritirano alle prime battute. Alfonso Ingrami conduce una gara da assoluto dominatore, regolando tutti già in partenza. Dietro di lui il cugino Gianluigi nulla ha potuto, ma senza troppi problemi ha condotto una gara da "eterno secondo", mai troppo impensierito dagli avversari. Un pò più di bagarre nelle retrovie, tra Casarin, Fanchini e Immovilli, che dopo pochi giri si arrende per l'ennesima volta al suo motore Ford. Gara Nazionale con tre vetture. Elio Zambonini su proto Fiat abbandona dopo la prima manche, mentre Andrea Bissoli, idolo della tifoseria locale, dà spettacolo relegando al ruolo di comparsa l'emiliano Ruggero Baisi.
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