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Organizzata da Tim Cross, Sadurano Motorsport e Team
Rossetti la gara di Lendinara è stata una sorta di recupero delle gare
di Castel Belforte e Sadurano. La pista, su cui erano già state
effettuate gare Uisp ha un fondo simile a quello di Montagnana: duro
come asfalto se asciutto, liscio come l’olio se bagnato. E il temporale
di sabato notte ha lasciato i suoi segni. I trattori dell’organizzazione
hanno iniziato a lavorare nelle prime ore del mattino, ma con operazioni
prive di logica agli occhi dei più: per pulire la pista il fango va
tirato fuori, non trascinato avanti e indietro senza un chiaro scopo. In
ogni caso dopo l’operato dei mezzi la situazione anziché migliorare è
solo peggiorata. Il “rispetto dei regolamenti” imponeva che le prime
vetture a dover assaggiare il percorso fossero quelle della divisione
1/A, che a malapena riuscivano a trascinarsi, con le ruote posteriori
bloccate dal fango ed il motore sempre al massimo. Meno problemi invece
per le altre tre divisioni, tutte dotate di quattro ruote motrici.
Finiscono così le prove cronometrate. Pausa pranzo poi manches. Il sole,
unito ad una vera pulizia della pista operata dalle vetture, ha fatto in
modo che il terreno iniziasse ad asciugare, permettendo uno svolgimento
regolare della gara, con manches di scarsa qualità ma con finali
veramente spettacolari, che hanno visto quattro vincitori inediti per
questa stagione. Con una gara in crescendo il giovane Ivan Sternieri va
a prendersi la prima vittoria in carriera, dominando la finale sin dalla
partenza, impensierito all’inizio da Alsnabur (che poi rallenta fino a
terminare in sesta posizione) e mai sfiorato da Barazzetti e Vacciaga.
Tanto spettacolare quanto dannoso (ma solo per la vettura) il cappottone
di Mauro Minoletti, salito sul cordolo dopo un contatto con Alsnabur.
Anche la divisione 1 finisce con la vittoria a sorpresa di Graziano
Boetto, grintoso come non lo so vedeva da tempo, che per i primi giri
attacca Giuseppe Paoloni (anche lui vittima di un cappottone in seconda
manches ma senza particolari conseguenze), il più veloce al via ma poi
rallentato da problemi alla trazione. Ne approfitta così Mariano
Rossetto, che con i 17 punti della seconda posizione si porta così a
sorpresa, in testa al campionato. Gara da dimenticare per Davide Negri,
che per problemi al differenziale della sua Subaru non riesce a
percorrere nulla più del rettilineo di partenza. La divisione 3/A ha
visto al via solo quattro piloti. A scattare meglio di tutti in finale è
il buon vecchio Gigi Susan, che mantiene la testa della corsa fino a
pochi metri dal traguardo, con traiettorie strane ma sempre più
efficienti di quelle degli avversari. La sua rottura spiana la strada a
Erminio Forti, che va a prendersi una vittoria insperata ad inizio gara,
avendo dovuto rimontare dalla quarta posizione. Sfortunatissimo ancora
un volta è stato Alex Gallotta che dopo aver vinto le prime due manches
si ferma per rottura in finale. A dominare le prime battute della
divisione 3 è ancora Antonio Bizzotto con il mostro targato Hosek,
seguito dagli altri mostri di Casarin e Bonollo. Sembra non essercene
per nessuno ma in finale a scattare meglio è Luciano Casarin; Bizzotto
gli si accoda ma alla fine del primo giro si trascinano a vicenda fuori
dal percorso, lasciando via libera ad Alfredo Bonollo, che senza troppe
difficoltà porta a casa un primo posto anche per lui insperato davanti a
Lorenzo Paoloni e a Paolo Chiggiato.
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